
Il servizio fitosanitario regionale farà attività di monitoraggio e divulgazione dei temi legati alla cimice, in collaborazione con le strutture tecniche territoriali per supportare gli agricoltori nella lotta all’insetto. In particolare, il Centro di ricerca difesa e certificazione, il Crea-DC, è stato identificato come istituto di supporto per l’approfondimento degli aspetti scientifici, e nel contempo sono state avviate sperimentazioni, con prove in campo e in laboratorio, per individuare le sostanze più idonee al contrasto. Sono già state ottenute le relative autorizzazioni.
Sono stati avviati studi per capire quali possano essere gli antagonisti naturali del parassita ed è stato individuato un imenottero – Ooencyrtus telenomicida, allevabile in biofabbriche su ospiti alternativi – che si nutre delle uova delle cimici. Il Crea sta facendo quindi dei test sulla specie ritenuta più efficace in tal senso, il Trissolcus Japonicus, a carico del quale sono in fase avanzata i necessari studi, in particolare quelli sull’impatto ambientale nei nostri agroecosistemi.
Sarà inoltre valutata l’opportunità per i coltivatori di accedere ad interventi specifici per il contenimento degli organismi nocivi, sulla base dell’eventuale predisposizione di uno specifico fondo per le emergenze fitosanitarie, da iscrivere nel bilancio del Ministero. Contestualmente il Crea sta proseguendo le ricerche su tutti gli antagonisti naturali della cimice attivi sul territorio nazionale, che stanno iniziando ad utilizzare la cimice come vittima.
“Sono soddisfatto della risposta del Sottosegretario Pesce – dichiara il deputato bellunese – Ho sollecitato il Governo ad accelerare i tempi perché la situazione per le aziende è drammatica”.
“Per questo – conclude – D’Incà – ho chiesto di individuare e reperire al più presto dei fondi per le aziende agricole che a causa di questa invasione, hanno subito ingenti danni che in alcuni casi compromettono il loro futuro”.