
Mentre il sindaco, Flavio Zanonato, non degnava d’uno sguardo la consigliera, la presidente del consiglio comunale, Milva Boselli, ha invitato D’Agostino ad uscire dall’aula, ricordando che in ogni caso c’ è il divieto di fumare in luogo pubblico. ”Il fatto ridicolo di questa vicenda – ha commentato D’Agostino, riferendosi alle multe da 500 che rischiano a Padova quanti consumano o si scambiano droga nei luoghi pubblici – e’ che nella sede del Municipio nessuno sa cosa fare e prima che i vigili mi sequestrassero la ‘canna’ e’ passata più di un’ora”. L’esponente dei Verdi ha rilevato che i vigili urbani non sono dotati di narco-test, ed infatti ”decideranno solo domani – ha spiegato – se farmi o meno la multa. Ho il sospetto che anche le sanzioni fatte nei primi giorni dell’ordinanza siano state arbitrarie”.