
“La Dda di Reggio Calabria ha messo sotto sequestro tutti i centri scommesse denominati “Bet passion” – spiega Marco Paccagnella, presidente nazionale di Federcontribuenti – spiccando 41 ordinanze di custodia cautelare e sequestrando beni e conti correnti per 2 miliardi di euro. Quest’ultimo dato dà la dimensione ci come siamo di fronte ad una vera e propria multinazionale del riciclaggio di denaro sporco. Come testimoniano altre inchieste, una vera e propria mafia sportiva, in grado anche di influenzare i risultati delle gare di calcio professionistico. chiediamo alle forze dell’ordine che, come fatto dalla Guardia di finanza di Padova lo scorso anno, vengano chiusi i centri trasmissione dati e che il parlamento intervenga affinchè queste chiusure non siano temporanee, passibili di sospensioni da parte del Tar. Ma definitive: recupereremmo molto più gettito fiscale di quello che veniva garantito dall’Imu prima casa – conclude Paccagnella – infatti la nostra stima, per difetto, è che il danno per il mancato introito dalla tassazione sulle vincite e sui giochi a causa delle oltre duemila sale scommesse abusive che ci sono in Italia, sia di almeno sei miliardi di euro”.
Presenti alla conferenza stampa anche l’imprenditore e testimone di giustizia, presidente onorario di Federcontribuenti, Pino Masciari e il generale dei carabinieri in congedo Antonio Pappalardo, presidente dell’associazione “Scudo dei carabinieri”.
Ad ascoltare le istanze dei rappresentanti delle associazioni promotrici dell’incontro, il parlamentare Giovanni Endrizzi del Movimento 5 stelle.
“Un milione di famiglie sono rovinate dal gioco patologico in Italia – spiega il senatore Endrizzi -, ora sono in pericolo i nostri figli: il 51% dei minorenni ha già azzardato; un terzo nasconde le somme giocate ai genitori.
Sponsorizzando squadre di calcio e bombardando i programmi sportivi spingono i più giovani a scommettere su un jackpot anziché nello studio. Con investimenti da 200 milioni di euro la pubblicità condiziona la stampa; ha portato clienti anche alle mafie, che poi si sono mangiate anche il mercato “legale”.
Con un disegno di legge, sostenuto dalle associazioni di tutta Italia, la “lobby dei cittadini” , vogliamo abolire la pubblicità: lo ha fatto la Germania, persino il Marocco: è il passo fondamentale per tornare alla normalità”.